Come quando ti innamori

A me successe la prima volta a 12 anni. Durò un mese in piena estate, un mese incredibile, che durò tantissimo e che non ho mai dimenticato.

Era proprio il Vero Amore. Lo so, perché tutto venne naturale. Nonostante non ci conoscessimo poi molto, fu un amore senza limiti, totalmente libero, gratuito e incontrollabile. Nonostante ci fossero altre persone d’attorno, noi ci prendevamo tutta la nostra autonomia, e anzi, alla fine gli altri non facevano che darci conferma della forza del nostro legame, rinforzandolo e facendoci sognare altri giorni insieme.
Eravamo fatti l’uno per l’altra, davvero. Non importava dove andassimo, se c’era il sole o no, se eravamo in Jugoslavia o in Italia, eravamo una cosa sola. Non c’è molto altro da dire. Ero innamorato come può innamorarsi la prima volta un bambino, e come solo altre due volte mi è successo nella vita. Ma la cosa pazzesca è che ero ricambiato, e felice, di quella felicità che mentre la provi al più pensi “Questa gioia è totale, non finirà mai!”.

E invece finì. Passarono i compleanni, arrivò il tempo di partire. Io di qua con il mio giovane e meraviglioso papà, verso le montagne e la scuola. Lei di là con la sua bella famiglia, per tornare al porticciolo di Grignano, dietro il castello di Miramare (teatro di altri amori tragici). Non la rividi più, mi pare, se non qualche volta da lontano, andando al mare. Si chiamava Arcadia.

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L’itinerario di quella crociera su Arcadia (1984). Skipper Aldo Strati, Equipaggio Sonia, Piero e i piccoli Davide e Jacopo

Come quando ti innamori, non puoi dominare la tua passione, non puoi recintarla, non riesci a darti un freno. E ti ritrovi a fare cose incomprensibili. Tipo lasciare il tuo Unico Vero Amore a casa, da sola, la domenica mattina alle 6 in pieno inverno per scappare a prender freddo umido e vento e acqua, in mezzo ad un mare maròn. L’amore per il mare e la vela, quando arriva, non ha mezze misure. Purtroppo per l’Unico Vero Amore, che (lo sai, eccome se lo sai) merita ben altre attenzioni e costruzioni. Ma anche la vela “spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore, se te ne rimane“.

Poi ti ritrovi a terra, improvvisamente, senza aspettartelo, lei non c’è più, e torni a casa. Ma con una consapevolezza nuova: “Non ho più 12 anni!”. Un futuro insieme è possibile. Non oggi, non domani, ma arriverà, basta costruirlo.

Ma intanto guardo questo amore, che si fa più vicino al cielo, come se dopo tanto amore, bastasse ancora il cielo
[Ivano Fossati, La costruzione di un amore, Panama e dintorni, RCA 1981]

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Lo skipper di Arcadia (Aldo, che con me condivide il compleanno) a quel tempo era un diportista amatoriale, incatenato alla scrivania di un’importante compagnia triestina. Poi ha lasciato l’ufficio ed è riuscito a fare della sua passione, la vela, la sua vita, costituendo il Winner Team che è anche un bel blog!
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