[PNB] La Grande Ciotola 1/2. Oscuri presagi

[Piccoli noir di bordo]
Dal Diario di Bordo di una Crociera estiva Toscana-Corsica, su Antares. Skipper, il grandissimo Giovanni, animatore di ImbarcARCI. Equipaggio: Antonio, Sebastiano, Luana, Stefano, Jacopo

1 agosto. Al termine di un’ennesima giornata meravigliosa (navighiamo da 5 giorni in armonia, tra condizioni meteo e luoghi meravigliosi), siamo alla fonda di fronte alla Tour Martel, perché ovviamente in porto a St-Florent non hanno posto per una barca piccola e poco remunerativa (solito refrain al VHF: “M’sieur, bisogna che aspetta di fora, compris?!”). Aperitivo in pozzetto e poi tutti sotto coperta, ché fa fresco, per consumare un’ottima teglia di occhiate-e-patate-al-forno con ratatouille di Giovanni (a conferma che la cucina di bordo è sempre ottima, per quanto semplice). A tavola, in quadrato, si sta molto vicini ma siamo felici e spensierati. Al centro del tavolo una ciotola bianca di plastica (l’unica a bordo: fa da catino, insalatiera, mastello della sangria, fruttiera, ecc.) raccoglie le lische di tutti.

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Nel dopocena stilliamo gli ultimi goccetti di J&B e sparecchiamo con calma. Anche Antonio fa la sua parte e butta a mare gli avanzi di pesce, ma con essi anche la ciotola bianca. “Ehm… Giovanni… scusa… puoi venire un attimo…”. Esco e in pozzetto trovo Giovanni e Antonio che, come due bambini impotenti e affranti, guardano la ciotola allontanarsi di poppa, spinta dalla corrente verso Nord. E’ una notte fresca e Gio (bravo skipper) ovviamente non ha voglia di tuffarsi per recuperarla (sarebbe l’ennesimo bagno gratis a raccattare cianfrusaglie lasciate cadere dall’equipaggio).

Ci godiamo un’ultima mezz’oretta in coperta, nella calma della notte sotto un cielo solitamente iper-stellato (mai visto prima) che però stasera è molto meno punteggiato dalle sue mille perle. A fatica riconosciamo La Cintura di Antares, la nostra costellazione-barca. Tutto tace intorno, se non fosse per dei misteriosi “tic” “tic” che aleggiano nell’aria. Probabilmente sono dovuti ad animali o insetti, sconosciuti anche a Giovanni che li sente pure lui per la prima volta, ma suonano un po’ sinistri. Non provengono da terra o da altre imbarcazioni, ma sono tutt’intorno a noi, direzione indefinita e variabile, li senti solo se ci fai caso. “Tic tic”… Non è un’allucinazione, tutti confermano e nessuno riesce a spiegarseli…

Ci addormentiamo un po’ incerti, con l’inquietudine di questo mistero sonoro.

[continua…]

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